Dopo le app Adobe, lo sviluppatore Brandon usa l’AI per “clonare” anche Microsoft Office

Dopo aver realizzato con l’intelligenza artificiale delle alternative ai software della suite Adobe, lo sviluppatore Brandon Thomas torna alla carica e punta questa volta a Microsoft Office.

Grazie all’aiuto di Claude, l’assistente AI sviluppato da Anthropic, lo sviluppatore ha creato tre applicazioni open source che riproducono l’interfaccia e parte delle funzionalità di Word, Excel e PowerPoint.

I progetti si chiamano WordCraft, GridCraft e DeckCraft e sono disponibili gratuitamente. L’iniziativa, raccolta sotto il nome ArtCraft, sta attirando l’attenzione proprio per l’approccio utilizzato: sfruttare gli strumenti di programmazione basati sull’intelligenza artificiale per realizzare copie di alcuni dei software più conosciuti e utilizzati al mondo, il tutto in poco tempo e senza avere una quadra di sviluppatori che lavorano per lui.

Nonostante l’interesse suscitato, è ancora presto per considerare queste applicazioni dei veri sostituti di Microsoft Office. Come sottolineato dai primi utenti che hanno testato le applicazioni, i progetti si trovano nella fase alfa e presentano ancora limiti rispetto ai programmi originali. Riprodurre un’interfaccia familiare è infatti soltanto una parte del lavoro: per competere con Word, Excel e PowerPoint servono anche compatibilità con i documenti esistenti, funzionalità avanzate, stabilità e aggiornamenti costanti.

La possibilità di ricreare software commerciali con l’aiuto dell’intelligenza artificiale apre inevitabilmente anche una questione legale. Se da una parte la realizzazione di un’applicazione alternativa non è automaticamente illegale, dall’altra replicare troppo fedelmente un prodotto esistente può sollevare interrogativi relativi al diritto d’autore, ai marchi registrati, ai brevetti e all’aspetto distintivo dell’interfaccia.

La questione interessa direttamente aziende come Microsoft e Adobe, che investono ingenti risorse nello sviluppo e nella manutenzione dei propri prodotti. La diffusione di alternative gratuite capaci di riprodurre sempre più fedelmente le funzionalità dei loro programmi potrebbe mettere sotto pressione i tradizionali modelli di business basati sugli abbonamenti.

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