Negli ultimi giorni diversi siti e post sui social hanno riportato una notizia sorprendente: Windows avrebbe perso circa il 7% della propria quota di mercato desktop in un solo mese, mentre Linux avrebbe superato per la prima volta il 10% in Nord America. Una crescita apparentemente straordinaria che ha alimentato titoli sensazionalistici sul presunto “anno di Linux”.

La realtà è ovviamente molto diversa, il presunto balzo di Linux non sarebbe dovuto a una migrazione di massa degli utenti da Windows, bensì a un fenomeno sempre più evidente sul web: l’aumento del traffico generato dai bot basati sull’intelligenza artificiale.
I dati incriminati provengono da servizi di analisi del traffico web come StatCounter, che stimano la diffusione dei sistemi operativi in base alle visite ai siti Internet. Si tratta quindi di stime indirette, non del numero effettivo di computer in circolazione.
Con la diffusione degli agenti AI e dei crawler automatici, il numero di accessi ai siti web effettuati da sistemi Linux è aumentato notevolmente. Questo perché moltissimi server e ambienti cloud utilizzati per eseguire questi bot si basano proprio su Linux. In pratica, se un numero enorme di bot visita i siti web fingendosi normali browser, i sistemi di rilevamento possono interpretarli come utenti reali, alterando le statistiche sull’utilizzo dei sistemi operativi.
Per questo motivo il presunto incremento di Linux fino a oltre il 10% e il contemporaneo calo di Windows di circa sette punti percentuali sarebbero un’anomalia statistica, non il risultato di milioni di persone che hanno abbandonato Windows.