Dopo oltre un anno di crescita continua, il mercato mondiale dei PC torna a registrare un segno negativo. Secondo i dati diffusi da Counterpoint Research, nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni globali di computer sono diminuite del 4% su base annua, fermandosi a circa 65 milioni di unità.

Il principale responsabile del rallentamento è la persistente crisi dei chip di memoria DRAM. La crescente domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale e dai data center sta infatti assorbendo una quota sempre maggiore della produzione mondiale, causando un’impennata dei prezzi dei componenti.
Di conseguenza, i produttori di PC si trovano costretti ad affrontare costi di produzione più elevati, alcuni hanno aumentato i prezzi dei dispositivi, mentre altri hanno ridotto l’offerta di modelli economici o spostato il focus verso prodotti di fascia più alta, con margini migliori.

Lenovo, HP e Dell hanno registrato una flessione delle spedizioni, mentre Apple e Asus sono riuscite a crescere, risultando tra i pochi marchi a chiudere il trimestre con un segno positivo. Nonostante queste performance, il loro contributo non è stato sufficiente a invertire la tendenza negativa del mercato globale dei PC.
Secondo le previsioni, i prezzi dei PC resteranno elevati ancora a lungo e le spedizioni potrebbero continuare a diminuire nella seconda metà del 2026, con un impatto particolarmente evidente sui modelli destinati alla fascia entry-level.