Safer Internet Day 2026: Microsoft presenta i risultati della nuova edizione della Global Online Safety Survey
In occasione del Safer Internet Day 2026, Microsoft ha pubblicato la nuova edizione della Global Online Safety Survey, un’indagine annuale che esplora esperienze e percezioni di adolescenti e adulti riguardo la loro vita online. L’edizione di quest’anno – la decima – si è concentrata sulla complessità dell’ambiente digitale e sull’evoluzione dei rischi per la sicurezza online.

L’indagine, condotta tra giugno e luglio 2025 su un campione di oltre 14.700 persone in 15 Paesi, tra cui l’Italia, analizza il panorama digitale in continua evoluzione, con particolare attenzione all’esposizione ai rischi online, all’impatto dell’intelligenza artificiale e alla capacità degli utenti di riconoscere contenuti manipolati.
A livello globale, i tre temi principali emersi dall’indagine di quest’anno sono:
- Adolescenti più consapevoli, ma i rischi rimangono: un dato incoraggiante a livello globale è che gli adolescenti hanno superato le aspettative dei genitori nella loro volontà di parlare dei rischi che affrontano. I giovani stanno diventando infatti più proattivi nell’affrontare i rischi online, il 74% ne parla più spesso con i genitori e segnala gli incidenti. Nonostante ciò, l’incitamento all’odio rimane il rischio più comune riscontrato online a livello globale (35%), seguito dalle truffe (29%) e dalle immagini violente (27%). L’indagine sottolinea l’importanza cruciale dell’educazione e dello sviluppo di strumenti di protezione efficaci per rendere Internet un luogo più sicuro per tutti.
- Adozione e preoccupazione per l’AI: l’uso dell’AI generativa è in forte aumento (il 38% degli intervistati a livello globale la usa settimanalmente), ma crescono anche i timori legati al suo potenziale uso improprio. Il 91% degli intervistati si dichiara preoccupato per un potenziale uso scorretto dell’AI, soprattutto per abusi online (78%) e truffe (77%). Oltre la metà (53%) ha sospettato un coinvolgimento dell’intelligenza artificiale nelle operazioni di truffa. Tra i genitori dei più giovani e gli altri adulti, il timore più forte si concentra sull’erosione delle capacità di pensiero critico dei giovani.
- Crollo della fiducia sui deepfake: la fiducia nella capacità di identificare immagini false è crollata dal 46% al 25% a livello globale, poiché gli utenti sono sempre più consapevoli del realismo delle immagini generate dall’IA.
La prospettiva italiana
In Italia, il panorama dei rischi online riflette in parte le tendenze globali, ma con alcune specificità. Sebbene il rischio più frequente sia sempre l’incitamento all’odio (hate speech, 26%), le preoccupazioni principali degli Italiani sono le truffe online (38%), il cyberbullismo e l’abuso (33%), seguiti a pari merito da sollecitazione sessuale e diffusione non consensuale di immagini intime (entrambe al 22%).
Anche in Italia la preoccupazione per l’intelligenza artificiale è molto alta, più che a livello globale: il 93% degli intervistati si dichiara preoccupato. I timori maggiori riguardano la possibilità che l’AI venga usata per abusi online (78%) e per generare truffe (78%). Questo dato è in linea con la sfiducia globale verso un uso improprio dell’AI e dei contenuti generati artificialmente e, soprattutto, la difficoltà nel riconoscerli.
Inoltre, emerge una forte richiesta di regolamentazione: il 61% degli italiani desidera che i social media applichino misure più severe per limitare e rimuovere contenuti dannosi e illegali.


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