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Il Tribunale Ue conferma la multa a Google per abuso di posizione dominante

Era il mese di giugno 2017 quando la Commissione europea aveva sanzionato Google con una multa record da ben 2,4 miliardi di dollari per aver violato le regolamentazioni sulla competizioni sfruttando il monopolio nelle ricerche online per favorire il proprio servizio di Shopping (Google, multa record da 2,4 miliardi dall’Unione Europea per abuso di posizione dominante).

Secondo la Commissione, Google ha volontariamente dato maggior risalto al suo servizio di comparazione degli acquisti: quando un utente cerca su Google un prodotto, il suo servizio di shopping gli propone le varie possibilità accanto ai risultati in alto, quindi molto visibili. I servizi di comparazione degli acquisti dei suoi rivali, sono invece lasciati nella colonna dei risultati generici, selezionati dagli algoritmi generici. “Le prove dimostrano che il competitor messo maggiormente in risalto compare soltanto a pagina 4 dei risultati”, scriveva la Commissione. Il problema è che i consumatori cliccano molto più spesso sui prodotti più visibili, e quindi su quelli sponsorizzati da Google. I numeri non lasciano dubbi, spiegavano i regolatori europei: i risultati sulla prima pagina guadagnano il 95% di tutti i click, quelli sulla seconda solo l’1%.

In seguito a questa decisione Google aveva fatto ricorso e propor oggi il Tribunale dell’Unione Europea ha respinto l’appello confermando la multa da 2,42 miliardi di euro.

Da segnalare che Google successivamente a questa multa ha ricevuto sempre dall’Unione Europea una multa da 1,5 miliardi di euro per abuso di posizione dominante su AdSense e una da 4,34 miliardi per abuso di posizione dominante su Android.

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