Qualche giorno fa, un funzionario dell’Istituto Nazionale degli Standard e delle Tecnologie (NIST) americano, oggi in pensione, ci ha sorpresi: si è scusato pubblicamente per un documento che scrisse nel 2003.
Il documento conteneva raccomandazioni per rendere le password più robuste, raccomandazioni seguite da innumerevoli organizzazioni e piattaforme online. All’atto pratico però gli utenti non possono (e non vogliono) ricordare una password sicura basata su tali parametri, ad esempio “yxc^Vo
Quale password devo utilizzare allora? 123456
XD
a parte gli scherzi articolo molto interessante
“password come la data del compleanno, “123456”, “abcdef”, “aaaaaaa” o “qwertzuiop” rappresentano ancora una pessima scelta”
Direi meglio “12345” :D
Bellissimo articolo, il complimento esce spontaneo…
Comunque è vero che con milioni di account diversi per qualsiasi cosa (autenticazione necessaria per TUTTO) uno tende a semplificarsi la vita… Forse l’errore più comune che mi capita di vedere tra chi ho vicino non è tanto quello di usare password semplici, ma quello di utilizzare sempre la stessa… Poi sarà una paranoia mia, ma non mi viene molto spontaneo l’utilizzo di un password manager, anche se indubbiamente tornerebbe molto utile (sarà per questo che continuo a dire che prima o poi me lo faccio da solo)…
Io sto odiando le password con tutto me stesso… 300 psw per 300 siti. Quando cerchi lavoro e mandi cv diventa una vera tortura.