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Microsoft e altre grandi aziende contro il decreto anti-immigrazione di Trump, pronti a supportare i propri dipendenti

Una dei primi decreti che Donald Trump, neo eletto presidente degli Stati Uniti, è il cosiddetto Muslim-ban che impedisce l’accesso negli Stati Uniti (almeno per 90 giorni) a tutte le persone che provengono da 7 paesi a maggioranza musulmana: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

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A scendere in campo contro questa decisione troviamo tantissime grosse aziende, da Microsoft con una e-mail di Brad Smith (Presidente e Responsabile affari legali Microsoft) e condivisa da Satya Nadella sulla propria pagina Linkedin, a Facebook, Apple, Google, Netflix e tanti altri.

In particolare Brad Smith dichiara che Microsoft crede che indipendentemente dalla religione o dal paese di provenienza, sia giusto proteggere giovani di talento che rispettano le leggi, inoltre è  importante che i rifugiati possano essere accolti in quanto spesso la vita di queste persone dipendere proprio dalle scelte sull’immigrazione.

Microsoft ha deciso di supportare immediatamente tutti i propri dipendenti e famigliari colpite da questo decreto fornendo la propria consulenza legale e assistenza per chi ne farà richiesta.

Di seguito la dichiarazione completa di Brad Smith inviata a tutti i dipendenti Microsoft:

Hello Everyone,

I wanted to reach out regarding the Executive Order signed yesterday in the United States relating to immigration. As you may have read in the press, this Order applies an immediate 90-day moratorium on admissions and reentry into the United States of all individuals who are not already U.S. citizens from seven countries – Syria, Iraq, Iran, Libya, Somalia, Yemen, and Sudan.

Our first priority whenever there is a change in immigration laws anywhere in the world is to address immediately the needs of our employees and their families. So most importantly, if you or a family member are a citizen of one of these seven countries and you’re not yet a U.S. citizen, I have some specific information for you.

Our goal as a company is to provide you with legal advice and assistance. We’re aware of 76 Microsoft employees who are citizens of these countries and have a U.S. visa and are therefore affected by this new Order. We’ve already contacted everyone in this group. But there may be other employees from these countries who have U.S. green cards rather than a visa who may be affected, and there may be family members from these countries that we haven’t yet reached.  So if this impacts you or a family member and we haven’t yet been in contact with you, please send an email right away to the CELA U.S. Immigration Team. And of course, if you’re uncertain about whether you’re affected, use this same alias and let us know so we can work with you and answer your questions.

As we have in other instances and in other countries, we’re committed as a company to working with all of our employees and their families. We’ll make sure that we do everything we can to provide fast and effective legal advice and assistance.

More broadly, we appreciate that immigration issues are important to a great many people across Microsoft at a principled and even personal level, regardless of whether they personally are immigrants. Satya has spoken of this importance on many occasions, not just to Microsoft but to himself personally. He has done so publicly as well as in the private meetings that he and I have attended with government leaders.

As a company, Microsoft believes in a strong and balanced high-skilled immigration system. We also believe in broader immigration opportunities, like the protections for talented and law-abiding young people under the Deferred Access for Childhood Arrivals (DACA) Program, often called “Dreamers”. We believe that immigration laws can and should protect the public without sacrificing people’s freedom of expression or religion. And we believe in the importance of protecting legitimate and law-abiding refugees whose very lives may be at stake in immigration proceedings.

We believe that these types of immigration policies are good for people, good for business, and good for innovation. That’s why we’ve long worked to stand up for and raise these issues with people in governments. We will continue to do that.

There’s a monthly Employee Q&A scheduled for Monday. Both Satya and I look forward to addressing these topics further at that time. And we’ll continue to monitor all of these issues and work closely with employees and families that are affected.

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  1. Davide ha detto:

    Ottimo ottimo! Ma c’è un errore nel testo xD “che i rifugiati possAno” non possono

  2. Daniele Sconda ha detto:

    Ciao a tutti e scusate per l’OT. Vorrei comprare uno stereo bluetooth e volevo sapere se il mio Lumia950 ha la possibilità di gestire una chiamata (capsula-vivavoce o auricolare con cavo) e nello stesso momento continuare a riprodurre la musica sullo stereo. Grazie a tutti

  3. Vinilic ha detto:

    Strano questo TRUMP . Mette al bando i cittadini di sette paesi islamici: Siria, Libia, Sudan, Somalia, Yemen, Iran e Iraq (Iraq!!!). NESSUNO degli atti di terrorismo islamico compiuti negli Usa dal 2001 ad oggi ha coinvolto cittadini di quei sette stati. Gli autori degli attacchi dell’11 settembre 15 erano sauditi, 2 degli Emirati Arabi, uno egiziano e uno libanese; negli altri attacchi “minori” la nazionalità era diversa . Stranamente, NIENTE BANDO per l’Arabia Saudita (ed altri paesi). Eh, magari qualche domandina farsela….

    • Teo ha detto:

      Ci sono interessi economici. E stato votato? E mo so cazzi loro.

      • bobolarry87 ha detto:

        In verità le scelte che queste persone faranno in futuro influenzeranno tutto il mondo XD

        • Passante ha detto:

          Agli USA stanno già facendo bene vista la Borsa. Chi protesta lo fa perché ha interessi esterofili. Gli altri che contano qualcosa tacciono perché sono a lavorare. Chi ha tempo, ne perde in queste cose. Quello sì che è strumentalizzare. Ogni cosa se fatta male ha conseguenza negative. Anche uscire di casa è pericoloso se lo fai dalla finestra o bendato.
          C’era stato “terrorismo” sulla dipartita di Renzi, sulla Brexit e chi più ne ha più ne metta. Siamo ancora qui, anzi, i mercati festeggiano! Questo vuol dire che al mondo si può fare tutto. Tutto va male secondo un punto di vista e un’ottica dell’opposto. Certamente le cose vanno male se si cerca di fare una cosa come sarebbe da farsi un’altra. E viceversa.

          • Alexv ha detto:

            Attenzione, per ora si parla di aziende “esterofile”, ma se tutti gli stati applicassero lo stesso protezionismo nei confronti degli esportatori USA? Non sono solo loro a produrre, oggi.

      • Simone Camanini ha detto:

        Purtroppo potrebbero tranquillamente essere anche cazzi nostri visto il modo in cui ormai nel mondo tutto o quasi é collegato al resto.

        • Passante ha detto:

          Questo link si può interrompere. Così come è stato creato. Anzi. Una bella pausetta da questa globalizzazione senza sosta e ritegno ci vorrebbe. Che fretta c’è. Si riprende tra qualche anno.

  4. RafaStyle ha detto:

    Su certi aspetti appoggio Trump, specialmente in chiave economica. Ma qui la situazione rischia di diventare surreale, vero che c’è chi sfrutta quella povera gente con finalità terroristiche, ma la grande maggioranza dei casi di attentati sono persone totalmente integrate da diverse generazioni, completamente insospettabili, basta vedere gli avvenimenti da 2 anni a questa parte. L’america ha una situazione totalmente diversa dall’Europa, perche la maggior parte delle stragi avvenute li recentemente, sono causate dalla loro politica indecente sulle armi

  5. Norrin_Radd ha detto:

    Microsoft è una multinazionale la cui forza lavoro è estremamente variegata per etnia e religione. Mi sarei sorpreso se non avesse preso posizione contro questo provvedimento, senza nulla togliere che è comunque un gesto lodevole.
    Trump è un populista della peggior specie: uno che evidenzia ed esalta alcuni problemi reali e fornisce le soluzioni sbagliate.

  6. Midea ha detto:

    OT: Ma é normale consumare piu di 500 mb di connessione dati in un giorno e mezzo? Con un po di internet, WhatsApp e qualche app? Mi capita quando sono fuori casa. E la sera ho pure il wifi in albergo.

  7. Carlo ha detto:

    Beota Trump e chi lo segue.

  8. floriano ha detto:

    ho letto in giro :

    Trump con determinazione ha voluto mantenere la promessa elettorale sulle restrizioni alle politiche di immigrazione e, per i prossimi tre mesi, ha sospeso i visti di ingresso ai cittadini dei sette paesi: Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen. La scelta di Trump segue una sua logica, perché si tratta di paesi in cui le ambasciate statunitensi non operano, dove, quindi, non è possibile effettuare uno screening preventivo accurato di chi fa domanda per accedere agli Usa. Quattro di questi paesi, Libia, Iraq, Siria e Yemen, sono ancora divisi da una guerra civile in cui combattono grandi formazioni di terroristi jihadisti. Uno di questi, l’Iran, non ha relazioni con gli Usa (che Teheran considera il “Grande Satana”).

  9. mari94 ha detto:

    O.T. Facebook beta si aggiorna su pc e finalmente l’interfaccia della home è totalmente responsive. Ora quando si ridimensiona la finestra, gli elementi della pagina si riposizionano correttamente e niente viene tagliato. Forse stanno lavorando per unificare l’app per pc e quella per mobile

    • Luca Serri ha detto:

      Non è già un’unica UWP?

      • mari94 ha detto:

        Da quello che sapevo io sono porting dell’app per ipad e di quella per iphone e in effetti sono abbastanza diverse come interfaccia

        • Luca Serri ha detto:

          Ma l’interfaccia è una cosa diversa dal “cuore” dell’app. Potrebbero anche aver fatto il porting della versione iPad e poi aver scritto una nuova interfaccia per la versione smartphone, per quanto ne sappiamo (se qualcuno ne sa di più mi illumini).

          • Matteo✔✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ ha detto:

            secondo me sono diverse, perché quando aggiornano quella per pc, quella mobile non si aggiorna quasi mai

  10. Gabriele ha detto:

    Obama nel 2011 fece la stessa cosa con l’Iraq, ma ovviamente nessuno protestò. Inoltre non è un “Muslim ban” visto che la restrizione riguarda solo alcuni paesi musulmani (solo per 3 mesi tra l’altro), i quali sono stati anche indicati come “fonte di terroristi” dalla stessa amministrazione Obama. Microsoft non perderà certo dei dipendenti per un decreto del genere, ma bisogna sempre e comunque strumentalizzare le decisioni di Trump

    • Aster ha detto:

      Non ce bisogno di fare queste cosese hai un visto o un permesso di soggiorno regolare o peggio sei nato negli USA e hai la cittadinanza non ce motivo di non farti entrare!se non li vuoi fare entrar come dici tu basta non dare il visto come succede nel 99%dei casi negli consolati in quei paesi e molti altri paesi anche europei

  11. jockhorror ha detto:

    Dati i miliardi di dollari che sfornano “quelli della silicon valley” avrebbero potuto allargare la loro solidarietà, a tutti i coinvolti, non solo alle loro api operarie. Facile schierarsi solo a favore di un pugno di persone: La compagnia fa bella figura, gli impiegati non scioperano e nel contempo nessun rischio di ritorsioni governative. Ognuno pensa ai suoi confini, c’è poco da fare

  12. yepp ha detto:

    Temo che Trump durerà poco…

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